Le domande d’esame di meteorologia

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La meteorologia d’esame è molto più piccola della meteorologia vera. Non ti viene chiesto di fare previsioni: ti viene chiesto di conoscere i nomi dei venti, di riconoscere le nubi principali, di sapere cosa indica una variazione di pressione e di orientarti sulla scala Beaufort. È un capitolo che si chiude in poche sessioni.

I venti: l’argomento più redditizio

È la famiglia di domande più numerosa del capitolo, ed è pura memoria geometrica. Ogni vento del Mediterraneo ha un nome e una direzione di provenienza in gradi:

VentoProvenienzaGradi
TramontanaNord000°
GrecaleNord-Est045°
LevanteEst090°
SciroccoSud-Est135°
OstroSud180°
LibeccioSud-Ovest225°
PonenteOvest270°
MaestraleNord-Ovest315°

Le domande arrivano nei due versi — dal nome ai gradi e dai gradi al nome — e a volte in una terza forma: “individuare l’affermazione corretta”, con quattro accostamenti vento-direzione di cui uno solo giusto.

Il vento si indica sempre con la direzione da cui proviene, mai con quella verso cui soffia. È l’opposto della corrente, e la coppia di convenzioni va tenuta insieme perché l’esame le confronta.

Le nubi

Poche domande, molto riconoscibili. Si chiede l’aspetto e il significato delle famiglie principali: i cirri, bianchi, fibrosi e isolati, alle quote più alte, spesso anticipatori di un cambiamento; i cumuli, a sviluppo verticale; i cumulonembi, quelli dei temporali; gli strati, uniformi e bassi.

Il criterio che regge tutte le risposte: il prefisso dice la forma (cirro = fibroso, cumulo = ammassato, strato = steso) e il suffisso nembo indica la precipitazione.

La pressione

Non si chiedono valori assoluti ma tendenze: pressione in calo rapido significa peggioramento in arrivo; pressione in aumento significa miglioramento. Le domande usano spesso il barometro come strumento e chiedono cosa aspettarsi da una certa variazione.

La scala Beaufort

Serve a esprimere l’intensità del vento in gradi da 0 a 12, e ogni grado ha una descrizione dello stato del mare associata. All’esame si chiede la corrispondenza tra forza, descrizione e aspetto del mare.

Va tenuta distinta dalla scala Douglas, che descrive lo stato del mare e non il vento. Confonderle è l’errore tipico di questo capitolo, e l’esame le mette volentieri nella stessa terzina.

Come studiarlo

La rosa dei venti si impara disegnandola, non leggendola: traccia il cerchio, metti i punti cardinali, riempi gli otto nomi. Fallo tre volte in giorni diversi e non lo dimentichi più — ed è anche una delle poche cose del programma che ti servirà davvero ogni volta che qualcuno, in banchina, dirà che domani gira a maestrale.

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