Visita medica per la patente nautica: dove si fa e cosa serve

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Il certificato medico è il documento che manda in ritardo più pratiche di qualunque altro. Non perché sia difficile ottenerlo — nella maggior parte dei casi è una visita breve — ma perché ha una scadenza propria, e chi lo fa troppo presto si ritrova a rifarlo prima ancora di aver sostenuto l’esame.

Chi rilascia il certificato

L’idoneità per la patente nautica viene certificata dai medici abilitati previsti dalla normativa: in genere il medico dell’ASL competente, il medico militare o il medico della Marina, secondo l’organizzazione locale. Le scuole nautiche in genere indirizzano direttamente allo studio o all’ufficio con cui lavorano abitualmente.

Non va confuso con il certificato di sana e robusta costituzione né con quello per l’attività sportiva: è un accertamento specifico, con un modello proprio.

Cosa viene verificato

La visita accerta i requisiti psicofisici per la conduzione dell’unità da diporto. In pratica si guardano:

  • vista, incluso il riconoscimento dei colori — rilevante per la fanaleria notturna;
  • udito;
  • condizioni cardiovascolari e neurologiche generali;
  • eventuali patologie o terapie che incidono sulla vigilanza.

Portare occhiali o lenti a contatto non è un ostacolo: se la correzione riporta la vista nei parametri, l’idoneità viene rilasciata con la prescrizione dell’uso, esattamente come per la patente auto.

Il punto che fa perdere tempo: la scadenza

Il certificato ha una validità limitata, e deve essere valido al momento in cui si presenta la domanda. Chi lo fa con mesi di anticipo, magari appena decide di iscriversi, rischia di doverlo rifare — con la relativa spesa — perché nel frattempo ha aspettato la sessione d’esame.

L’ordine corretto è l’opposto di quello istintivo: prima ci si informa sui tempi della Capitaneria, poi si fa la visita, poi si presenta la domanda.

Cosa portare alla visita

  • documento di identità in corso di validità;
  • tessera sanitaria e codice fiscale;
  • fototessere, nel numero richiesto localmente;
  • occhiali o lenti, se li usi;
  • eventuale documentazione medica su patologie in corso, per evitare un secondo accesso;
  • ricevuta del pagamento della visita, se previsto in anticipo.

Casi particolari

In presenza di patologie rilevanti — diabete in terapia, problemi cardiaci, epilessia, deficit visivi significativi — l’idoneità non è preclusa in automatico, ma può essere rilasciata con prescrizioni, con validità ridotta o previo parere di una commissione. Se rientri in uno di questi casi, conviene informarsi prima di fissare la visita: si evita di ripartire da capo.

In sintesi

È un passaggio semplice che diventa complicato solo se lo si affronta nell’ordine sbagliato. Verifica sempre requisiti, costi e modalità presso la Capitaneria dove presenterai la domanda: l’organizzazione varia da porto a porto, ed è l’unica fonte che fa fede.

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