Esercizi di carteggio con soluzione: tre esempi svolti dall’inizio alla fine

6 minuti di lettura

La teoria del carteggio si legge in un pomeriggio e non serve a niente finché non vedi un esercizio svolto per intero, passaggio per passaggio. Questi sono tre esercizi tipici — punto nave, rotta con corrente e intercetto — con ogni passo scritto, anche quelli che nei libri vengono dati per scontati.

Esercizio 1 — Punto nave con due rilevamenti

Testo. Navighi con prora vera 060°. Rilevi il faro A a rilevamento polare 040° e la punta B a rilevamento polare 320°. Determina il punto nave.

Svolgimento

  1. Converti in rilevamenti veri. Rv = Pv + Rp.
    Faro A: 060° + 040° = 100°.
    Punta B: 060° + 320° = 380°, che supera il giro: 380° − 360° = 020°.
  2. Traccia la prima linea di posizione. Appoggia la squadretta sulla rosa dei venti in direzione 100°, trasportala fino al faro A e traccia la retta passante per A, prolungandola dalla parte opposta a 100° — cioè verso 280°, che è da dove tu stai guardando.
  3. Traccia la seconda. Stessa operazione con 020° passante per la punta B, prolungata verso 200°.
  4. Leggi l’intersezione. Il punto in cui le due rette si incrociano è il punto nave. Porta la squadretta orizzontalmente al bordo verticale per la latitudine e verticalmente al bordo orizzontale per la longitudine.

Controllo. Il punto deve essere in mare, e i due bersagli devono risultare uno a dritta e uno a sinistra della prua, coerentemente con i polari dati (040° è a dritta, 320° è a sinistra).

Esercizio 2 — Prora da tenere con corrente

Testo. Vuoi seguire la rotta vera 090° a una velocità propria di 10 nodi. È presente una corrente per 180° di intensità 2 nodi. Determina la prora da tenere e la velocità effettiva.

Svolgimento

  1. Traccia la rotta voluta 090° a partire dalla tua posizione. È la direzione lungo cui vuoi che finisca la traccia sul fondo.
  2. Disegna il vettore corrente. Dalla tua posizione, traccia una direzione 180° (verso sud, perché la corrente si indica con la direzione verso cui va) e riporta con il compasso 2 miglia: è quanto ti sposta in un’ora.
  3. Chiudi il triangolo. Dalla punta del vettore corrente, apri il compasso di 10 miglia (la tua velocità in un’ora) e intercetta la linea della rotta voluta.
  4. Leggi la prora. La direzione del segmento da 10 miglia è la prora da tenere: risulta un valore leggermente inferiore a 090°, cioè accostata verso nord — coerente con il fatto che la corrente ti spinge a sud e devi contrastarla.
  5. Leggi la velocità effettiva. È la lunghezza, in miglia, del tratto di rotta voluta compreso nel triangolo: la distanza che percorri realmente in un’ora.

Controllo. La prora deve puntare dalla parte opposta a dove ti spinge la corrente. Se ti viene una prora spostata verso sud, hai invertito il vettore.

Esercizio 3 — Intercetto

Testo. Ti trovi in un punto noto. Un’unità si trova 12 miglia a nord di te e naviga per 270° a 6 nodi. La tua velocità è 12 nodi. Determina la rotta di intercettazione e il tempo necessario.

Svolgimento

  1. Segna il bersaglio e traccia la sua rotta 270°.
  2. Posizione futura. Scegli un’ora: dopo un’ora il bersaglio avrà percorso 6 miglia lungo la sua rotta. Segna quel punto.
  3. Congiungi la tua posizione con quel punto e prolunga la congiungente.
  4. Riporta la tua velocità. Apri il compasso di 12 miglia (quanto percorri in un’ora), punta sulla tua posizione e intercetta la retta appena costruita.
  5. Leggi la rotta di quel segmento: è la rotta di intercettazione.
  6. Calcola il tempo. Misura la distanza dalla tua posizione al punto d’incontro e dividila per 12 nodi.

Controllo decisivo. Dividi anche la distanza percorsa dal bersaglio per la sua velocità: deve venire lo stesso tempo. Se i due numeri non coincidono, il triangolo è costruito male.

Come usarli

Leggerli non basta. Copiali sulla tua carta e rifalli senza guardare i passaggi, poi confronta. La prima volta ci metterai il triplo del tempo: è normale, e l’unico modo per accorgersi di quali passaggi credevi di aver capito.

Continua con