Esercizi di carteggio oltre le 12 miglia: cosa cambia rispetto all’entro

6 minuti di lettura

Chi passa dall’abilitazione entro le 12 miglia a quella senza limiti si aspetta un carteggio completamente nuovo. Non lo è: gli strumenti sono gli stessi, gli schemi pure. Quello che cambia è la lunghezza della catena di passaggi e il fatto che, allontanandosi dalla costa, i riferimenti su cui appoggiarsi diminuiscono.

Cosa cambia davvero

  • Meno punti cospicui. Al largo non hai tre fari a disposizione: la navigazione stimata pesa di più e va tenuta pulita per tratti più lunghi.
  • Più correzioni in serie. Deriva e scarroccio non compaiono più uno alla volta ma insieme, e su rotte spezzate in più tratti.
  • Più incognite per esercizio. Il testo chiede due o tre risultati collegati: sbagliare il primo trascina tutto il resto.
  • Orari e tempi più lunghi. Gli errori di arrotondamento che entro le 12 miglia erano trascurabili qui si accumulano.

La navigazione stimata su tratti lunghi

Il cuore degli esercizi oltre le 12 miglia è la navigazione stimata: partire da una posizione nota e ricostruire dove ci si trova dopo un certo tempo, tenendo conto di rotta, velocità, corrente e scarroccio.

Il metodo che regge è procedurale: si spezza il percorso in tratti a condizioni costanti. Finché rotta, velocità e corrente non cambiano, il tratto è uno solo; appena una delle tre cambia, si chiude il tratto, si segna la posizione raggiunta con l’ora, e si ricomincia da lì. Ogni tratto è un esercizio entro le 12 miglia messo in fila con gli altri.

Il trasporto della linea di posizione

Con un solo punto cospicuo disponibile, si prende un rilevamento, si naviga, si prende un secondo rilevamento allo stesso punto e si trasporta la prima linea in avanti dello spazio percorso, parallelamente a sé stessa. L’intersezione dà il punto nave.

È la tecnica più caratteristica del programma senza limiti, e all’esame si riconosce perché il testo insiste sul fatto che tra i due rilevamenti è passato del tempo e la barca ha navigato.

La gestione degli orari

Negli esercizi lunghi il tempo diventa una grandezza da trattare con la stessa cura delle distanze. Due accorgimenti che evitano quasi tutti gli errori:

  • lavora in ore e minuti, non in ore decimali, e converti solo quando devi moltiplicare per la velocità;
  • annota l’orario accanto a ogni posizione che segni sulla carta. Al terzo tratto non ricorderai a che ora eri dove, e ricostruirlo dopo costa più tempo di quanto ne sia servito a scriverlo.

Il controllo di coerenza

Con più risultati collegati serve un controllo diverso da quello del singolo esercizio. Alla fine, guarda l’insieme: le distanze percorse sono compatibili con la velocità e i tempi? La posizione finale è dalla parte giusta rispetto a quella iniziale? La correzione per la corrente ha spostato la rotta nel verso in cui la corrente spinge?

Sono tre domande da trenta secondi che intercettano la quasi totalità degli errori gravi — quelli che cambiano il risultato di decine di miglia, non di decimi.

Come prepararsi

Chi arriva dall’entro 12 miglia parte avvantaggiato e deve resistere alla tentazione di ricominciare da zero. La preparazione efficace è: rispolverare gli schemi base finché sono automatici, poi lavorare esclusivamente su esercizi a più tratti. È la catena a essere l’argomento nuovo, non i suoi anelli.

Continua con