Intercetto: come si calcola la rotta per intercettare un’altra unità

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L’intercetto è l’esercizio che si porta dietro la fama di essere il più difficile del carteggio. Il motivo è che ci sono due imbarcazioni in movimento contemporaneamente, e la mente fatica a tenerne due in aria insieme. La soluzione è un cambio di prospettiva: si congela il bersaglio in un punto futuro e si torna al solito problema di rotta e distanza.

Cosa chiede l’esercizio

Il testo tipico dà: la tua posizione, la tua velocità, la posizione del bersaglio, la sua rotta e la sua velocità. Chiede una o più di queste cose:

  • la rotta da tenere per intercettarlo;
  • il tempo necessario all’intercettazione;
  • il punto in cui avverrà l’incontro.

Le tre domande hanno la stessa costruzione grafica: cambia solo cosa leggi alla fine.

Il procedimento grafico

  1. Traccia la rotta del bersaglio a partire dalla sua posizione, con la direzione data.
  2. Scegli un tempo di comodo — un’ora è la scelta naturale — e segna sulla rotta del bersaglio il punto in cui si troverà dopo quel tempo. La distanza si misura con il compasso: se va a 8 nodi, dopo un’ora sarà 8 miglia più avanti.
  3. Congiungi la tua posizione con quel punto. Questa non è ancora la rotta di intercettazione: è la direzione lungo cui costruire il triangolo.
  4. Riporta la tua velocità sulla stessa scala temporale: apri il compasso della distanza che percorri in un’ora e, puntando sulla tua posizione, intercetta la linea costruita al passo precedente.
  5. Leggi la direzione del segmento così ottenuto: è la rotta di intercettazione.

Il caso in cui l’intercetto è impossibile

C’è una situazione che vale la pena riconoscere subito: se sei più lento del bersaglio e lui si sta allontanando, l’intercettazione non esiste. Graficamente, l’arco tracciato con la tua velocità non incontra mai la linea del bersaglio.

All’esame è un caso raro, ma sapere che esiste evita di insistere per dieci minuti su una costruzione che non chiude, convinti di aver sbagliato il disegno.

Il tempo di intercettazione

Una volta trovata la rotta, il tempo si ricava come in qualunque esercizio ordinario: misuri la distanza dalla tua posizione al punto d’incontro e la dividi per la tua velocità. Se il testo dà l’ora di partenza, aggiungi il tempo trovato e rispondi con un orario.

La variante con la corrente

Se l’esercizio aggiunge una corrente, entrambe le imbarcazioni ne subiscono l’effetto. Il trucco: quando la corrente è la stessa per tutti e due, si può ignorare per la geometria dell’intercetto e riapplicarla alla fine per trovare la prora da tenere. Il punto d’incontro invece si sposta, ed è per questo che va calcolato per ultimo.

Attenzione però a come è formulato il testo: se il dato è la tua velocità propria (rispetto all’acqua) e non quella effettiva, la corrente entra nel triangolo e non si può semplificare.

Il controllo finale

Due verifiche rapide che smascherano quasi tutti gli errori:

  • Il punto d’incontro deve trovarsi sulla rotta del bersaglio, in avanti rispetto alla sua posizione iniziale. Se cade dietro, la costruzione è rovesciata.
  • La distanza che percorri tu e quella che percorre lui, divise per le rispettive velocità, devono dare lo stesso tempo. È il controllo definitivo: se i due tempi non coincidono, il triangolo è sbagliato.

Questo secondo controllo, in particolare, vale l’esercizio: si fa in trenta secondi e non lascia scampo a nessun tipo di errore di costruzione.

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