Quattro errori sul quiz base, uno sul carteggio, uno sulla vela. Sono le soglie che separano la promozione dalla bocciatura all’esame della patente nautica, e vale la pena guardarle da vicino: non sono tutte ugualmente generose, e la più stretta è anche quella che si prepara peggio.
Le soglie
- Quiz base: 20 domande, fino a 4 errori. Significa che si passa con 16 risposte corrette su 20, cioè con l’80%.
- Carteggio entro le 12 miglia: 5 domande, 1 errore. Cioè l’80% anche qui, ma su cinque risposte soltanto.
- Carteggio senza limiti: 4 esercizi, 1 errore. Il 75%.
- Quiz vela: 5 domande vero/falso, 1 errore.
Perché il carteggio è la prova più severa
Sulla carta le percentuali si somigliano. Nella realtà no, e per due motivi.
Il primo è statistico: su cinque domande, un errore pesa quanto quattro su venti. Nel quiz base una distrazione isolata non compromette niente; nel carteggio ne hai diritto a una sola, e la seconda chiude la giornata.
Il secondo è la natura della prova. Nel quiz, una domanda che non sai lascia comunque una possibilità su tre. Nel carteggio non c’è niente da indovinare: o il procedimento c’è, o il risultato è sbagliato.
A questo si aggiunge che il carteggio è propedeutico: si svolge prima del quiz, e chi non lo supera non arriva nemmeno a rispondere alla prima domanda.
Perché non conviene puntare alla soglia
Chi si prepara pensando “mi bastano 16 su 20” arriva all’esame con un margine che esiste solo sulla carta. Il giorno della prova intervengono tre fattori che negli allenamenti a casa non ci sono: l’ansia, il tempo che scorre, e domande formulate in modo leggermente diverso da come le ricordavi.
L’esperienza pratica è semplice: chi in allenamento sta stabilmente a zero o un errore, all’esame ne fa due o tre. Chi in allenamento ne fa quattro, all’esame ne fa sei. Il margine da costruire non è quello che ti serve a passare: è quello che assorbe la giornata storta.
Come si costruisce il margine
Non facendo più quiz, ma facendo i quiz giusti. Tre cose in ordine di efficacia:
- Tenere traccia di cosa sbagli. Senza una lista degli errori, il ripasso è casuale e finisci per rivedere quello che già sapevi. È la singola abitudine che sposta di più il risultato.
- Rivedere gli errori a distanza di giorni, non subito. Rifare una domanda mentre la soluzione è ancora fresca insegna solo a riconoscere quella pagina.
- Capire il perché della risposta. Il listato è ampio e le domande sullo stesso argomento sono formulate in modi diversi. Chi impara la risposta a memoria si blocca sulla variante; chi ha capito il principio le risolve tutte.
Sulle simulazioni
Una cosa che vale più di dieci esercitazioni libere: fare simulazioni a tempo, con lo stesso numero di domande dell’esame. Venti domande in trenta minuti, senza fermarsi, senza guardare la soluzione fino alla fine. È l’unico modo per sapere quanti errori fai davvero in condizioni d’esame — che è un numero diverso da quanti ne fai studiando sul divano.
Quando tre simulazioni consecutive stanno entro un errore, sei pronto. Non prima.