Rilevamento polare, rilevamento vero, rilevamento bussola. Sono tre modi di dire “in che direzione vedo quell’oggetto”, e all’esame vengono mescolati di proposito: il testo ti dà un polare, la carta lavora in vero, la bussola di bordo segna un terzo valore ancora. Chi non tiene separate le tre cose disegna una linea perfetta nel posto sbagliato.
Le tre grandezze
Rilevamento polare (Rp)
Si misura a partire dalla prua, in senso orario, da 000° a 360°. Un oggetto avvistato esattamente a dritta ha rilevamento polare 090°; a poppa 180°. Cambia con l’imbarcazione: se accosti, i polari di tutto quello che vedi cambiano, anche se gli oggetti sono fermi.
Rilevamento vero (Rv)
Si misura a partire dal nord vero, in senso orario. È la grandezza della carta: quando tracci una linea di posizione, tracci un rilevamento vero. Non dipende da dove punta la prua.
Rilevamento bussola (Rb)
È quello che leggi sulla bussola di bordo, riferito al nord magnetico e affetto dalla deviazione della bussola stessa. Per portarlo in carta va corretto.
Dal polare al vero
La relazione è una somma:
Rv = Pv + Rp
dove Pv è la prora vera, cioè la direzione verso cui punta la prua rispetto al nord vero. Se il risultato supera 360° si sottrae 360°.
Esempio: navighi con prora vera 070° e avvisti un faro a rilevamento polare 040°. Il rilevamento vero del faro è 070° + 040° = 110°. È questa la linea che tracci sulla carta, passante per il faro.
Il verso della linea
Attenzione a un punto che confonde: tu vedi il faro a 110°, ma la linea di posizione che tracci parte dal faro e va verso di te, quindi si traccia con il rilevamento reciproco, 110° − 180° = 290°. In pratica si appoggia la squadretta sul faro con la direzione 110° e si prolunga dalla parte opposta: il risultato è lo stesso, ma è utile sapere perché.
Dalla bussola al vero: correzione e conversione
Tra la bussola e la carta ci sono due errori in fila:
- La deviazione (d), propria della singola bussola e del suo montaggio a bordo. Porta dalla bussola al magnetico.
- La declinazione (δ), propria del luogo e dell’anno. Porta dal magnetico al vero.
Sommandole si ottiene la variazione magnetica (V = d + δ), e il passaggio diventa uno solo:
Rv = Rb + V (correzione: dalla bussola al vero, si somma)
Rb = Rv − V (conversione: dal vero alla bussola, si sottrae)
Il modo per non sbagliare il verso è ricordare una frase sola: si corregge sommando, si converte sottraendo. E i valori Est sono positivi, i valori Ovest negativi.
Come si presenta all’esame
Il caso classico è un esercizio di punto nave in cui il testo fornisce i rilevamenti polari di due o tre punti cospicui più la prora. Prima si convertono tutti in rilevamenti veri, poi si traccia. Chi traccia il polare così com’è ottiene un punto nave che sembra plausibile e non lo è.
La contromisura è procedurale, non teorica: a margine del foglio scrivi sempre la grandezza accanto al numero — Rp 040°, Pv 070°, Rv 110°. Finché i numeri restano etichettati, non li puoi confondere.