"A che ora arrivo?" è la domanda più concreta della navigazione, e nel carteggio si riduce a una divisione. Nota la distanza da percorrere e la velocità con cui la percorri, il tempo è spazio diviso velocità. Il problema non è la formula: è cosa succede quando il risultato non è un numero tondo di ore.
La formula
Con lo spazio in miglia nautiche e la velocità in nodi, il tempo esce in ore:
tempo = distanza ÷ velocità
Trenta miglia a 10 nodi fanno 3 ore. Sommate all’ora di partenza, danno l’ora di arrivo (ETA). Fin qui nessuno sbaglia. L’insidia arriva con i decimali.
Il tranello dei minuti
Ventiquattro miglia a 9 nodi danno 2,666… ore. L’errore classico è scrivere "2 ore e 66 minuti", o peggio "2 ore e 6". Ma la parte decimale delle ore va convertita moltiplicandola per 60:
- 0,5 ore → 0,5 × 60 = 30 minuti;
- 0,25 ore → 15 minuti;
- 0,666 ore → 0,666 × 60 ≈ 40 minuti.
Quindi 2,666 ore sono 2h 40m, non 2h 66m. È l’unica conversione da ricordare, e da sola vale una buona fetta degli errori d’esame sui calcoli.
Sommare all’orario di partenza
Ottenuto il tempo in ore e minuti, si somma all’ora di partenza rispettando il conteggio in base 60: partenza alle 09:50 più 2h 40m fa 12:30, non 11:90. Anche qui, i minuti oltre il 60 diventano un’ora in più.
Quale velocità usare
Per un’ETA realistica conta la velocità effettiva sul fondo, quella che tiene conto di corrente e scarroccio, non la sola velocità propria della barca. Se la corrente ti spinge, arrivi prima; se è contraria, dopo. Nei problemi che danno una corrente, il calcolo dell’ora di arrivo va fatto sulla velocità risultante, non su quella di macchina.
Il controllo di buon senso
Prima di scrivere il risultato, chiediti se ha senso: percorrere poche miglia non può richiedere mezza giornata, e una traversata lunga non si chiude in venti minuti. Un’ETA palesemente assurda segnala quasi sempre un errore di unità — tempo lasciato in minuti, o velocità presa per distanza.
Domande frequenti
Come si convertono le ore decimali in minuti?
Si moltiplica la parte decimale per 60. Ad esempio 1,25 ore sono 1 ora e 0,25 × 60 = 15 minuti, cioè 1h 15m. Scrivere direttamente 1,25 come 1h25m è l’errore più frequente.
La velocità nel calcolo è quella propria o quella effettiva?
Per l’ora di arrivo su un percorso reale conta la velocità effettiva sul fondo, quella che tiene conto di corrente e scarroccio. La velocità propria serve invece nei passaggi intermedi del carteggio.